sabato, 20 ottobre 2007 | in : fuori catalogo
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Ieri, sul blog di Beppe Grillo, è stato pubblicato un post in merito alla proposta di legge Levi-Prodi sull'editoria. Nel progetto di legge, che apparentemente si rivolge alle sole "opere editoriali" sono previsti controlli e limitazioni che andranno a toccare anche le attività dei bloggers. Ciò si verificherà in virtù di ciò che nella normativa si definisce come prodotto editoriale:  informazione anche nel senso di qualunque cosa "formi" o "intrattenga" il destinatario (articolo 2 - QUI il testo di legge).

Pare ovvio che questa proposta legislativa miri in primo luogo a colpire blog come quello del Sig. Grillo piuttosto che i piccoli bloggers come noi; a detta dello stesso Ministro, infatti: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile". Ma allora, secondo quali norme e criteri verrà applicata questa legge? E' ancora il ministro a rispondere: "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".

Per chi, come me, si trova a lavorare fra leggi e regolamenti, balza immediatamente all'occhio una fregatura: mentre la legge in sé e per sé non avrà immediate ricadute, l'aleatorietà del suo testo permetterà all'Autorità per le Comunicazioni di recepirla con un regolamento (recepimento che potrà avvenire con ben altre tempistiche e controlli rispetto l'iter parlamentare) che potrà strutturarsi per colpire ad hoc e di volta in volta il bersaglio di turno. Il regolamento, ad esempio, potrebbe definire soglie di intervento stabilite in base al pagerank del blog o al numero di lettori... ma, essendo un regolamento, questo potrebbe cambiare anche annualmente adattandosi alle esigenze di "censura" che sembreranno più opportune di volta in volta.

MA QUESTO NON E' UN PROBLEMA. C'E' UNA SOLUZIONE PIUTTOSTO SEMPLICE.

Il progetto di legge in questione, come ammette lo stesso ministro, non è praticabile per i siti amatoriali ed i blog personali: affronta cioé il problema con la stessa logica con cui tenterebbe di attaccare un organo d'informazione tradizionale.
E' una logica che in rete è perlomeno desueta e, lo ammetto, sono stupito che Grillo non abbia immediatamente visto in questo il tallone d'Achille della legge.

Ecco la soluzione per un blog come quello del nostro caro Beppe. Il suo Blog viene considerato "prodotto editoriale"? E sia. Ma si parla del Blog...e non del pensiero di Grillo!

Il nostro Sig. Grillo dunque, non avrebbe alcuna necessità di spostare server ecc., gli basterebbe creare un feed (come quelli dell'ansa)...
Immaginiamo cioé che ogni bloggers destini uno spazio del proprio blog ad un feed che riporti il "grillopensiero": a questo punto non esisterebbe più nessun "blog centrale" che produca editorialmente...

Sarebbe un po' come se, semplicemente, centinaia e centinaia di blog, citassero sulle proprie pagine la dichiarazione di un politico o di una personalità...nel nostro caso: Grillo.


A questo punto, lo scritto di Beppe Grillo, non sarebbe più un prodotto editoriale... perché tale "prodotto", tuttalpiù, sarebbe invece ogni singolo blog personale citante il "grillopensiero".
E allora, questa legge, cosa potrebbe mai fare?

Nulla. (Clicca su continua a leggere per capire meglio il meccanismo dal punto di vista tecnico)

Ma vediamo meglio la cosa dal punto di vista tecnico...semplificherò al massimo (non me ne vogliano gli specialisit)

Innanzitutto, cos'é un feed?

Potete capirlo nei minimi dettagli leggendo QUI su wikipedia ma, riassumendo, diremo che un feed è un sistema in grado di "aggregare" contenuti web (come ad esempio un post o un'intervento) e di distribuire automaticamente questi contenuti a più utenti.
Per esempio, se voi cliccate sul mio feed (il bottoncino "RSS 2.0" nella colonna a destra, sezione "Visitatori&Feed2) il vostro browser, automaticamente, riceverà i miei post...e la cosa può funzionare con un numero potenzialmente infinito di "abbonati" al tuo feed.

Ora, mi si potrà far notare che perché un feed funzioni, deve comunque pur esistere un contenuto web a cui fare riferimento... ma immaginiamo che il Sig. Grillo, invece di pubblicare un post, spedisca una mail con le sue opinioni a, mettiamo, 500-600 bloggers selezionati, i quali, a loro volta la riporteranno sul proprio blog come "dichiarazione" con qualche ed eventuale commento... ogni bloggers, a questo punto, potrà avere il "grillopensiero" semplicemente abbonandosi ad uno dei 500 feed disponibili...

Con questo sistema, faccio notare, la diffusione delle proprie idee, sarebbe ancora più veloce e massiccia.

Ecco un filmato Youtube che spiega i FEED

E credo che per capire meglio la filosofia della proposta potrebbe essere utile capire cos'é il Web 2.0 ...p urtroppo questo filmato è in inglese...
Distillato da Ariesignis alle ore 11:21 | commenti (16)(popup) | commenti (16)
Commenti
#1   20 Ottobre 2007 - 11:40
 
bello, questa cosa mi piace, l'unica cosa è che dovresti spiegarmela tecnicamente perché ho giusto capito come postare e pubblicare... c'è un mio amico che dice che sono una deficiente, non so fare le cose più semplici e poi programmo in flash... avevo appena commentato il mi sbigottimento su questa legge da pirata dell'amor.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente perdita666

#2   20 Ottobre 2007 - 11:55
 
Ho aggiunto qualche spiegazione tecnica nel post (cliccare su "continua a leggere")

Spero sia più chiaro ;-)

Grazie per la solerte adesione.
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#3   20 Ottobre 2007 - 12:02
 
carissimo è una bella idea. Leggo Grillo da poco ma mi pare un essere intelligente che dica cose intelligenti.

Prodi, senza veli, inizia a farmi sempre più schifo. Queste sono cose da fascismo... leggi ad hoc! Ma siamo pazzi!

Destra-Sinistra, perdonami, ma non cambia più un cazzo.

Ciao
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#4   20 Ottobre 2007 - 17:26
 
interessante davvero!
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#5   21 Ottobre 2007 - 00:02
 
Una tassa su internet... e questo nella migliore delle ipotesi. Sì, perché qui si rischia ben di peggio del solito ingiusto balzello al quale ci ha abituato il signor Prodi.

Se c'è ancora un minimo di giustizia in questo nostro paese il decreto finirà nella spazzatura e nessuno ne parlerà più... fino al prossimo tentativo!
utente anonimo

#6   21 Ottobre 2007 - 11:33
 
Io per esempio non voglio avere niente a che fare con Grillo (con tutto il rispetto per chi invece ci tiene). Avrei un'altra idea: perchè invece che pensare che un iter come quello che si profila in caso questa proposta di legge passasse -registrazione, bollo- causerebbe la chiusura di del 99% dei blog, come ho letto in alcuni "proclami" allarmisti in giro, perchè non facciamo capire a chi di dovere che non c'è NESSUN MODO DI TAPPARCI LA BOCCA?
Internet, il web, ha sicuramente travalicato le intenzioni e le aspettative dei suoi creatori e di tutti coloro che l'hanno visto crescere fino a questo momento. E' diventato un mezzo di comunicazione potentissimo (e non parlo di aggregazione politica o pseudo tale) e solo una legge contro la libertà di espressione lo può fermare; non una legge che prevede la "registrazione dei blog previo pagamento di un bollo", quella è una burocratizzazione ingiusta, ma non l'attentato liberticida che ho letto definire "legge birmana".
Qui molti hanno l'abitudine a fomentarsi da soli.
Se il 99% dei bloggers è convinto che il suo blog, la sua attività virtuale, non valga un presunto bollo, allora è vero che qui è pieno di gente che vuole comunicare, vuole esprimersi, vuole attivarsi, ma solo finchè non c'è pericolo di sganciare 1 €. E sapere che è così è la vera forza dei politici che vogliono limitare lo scambio di informazioni dal basso e per il basso.
Spero che tu, Aries, abbia capito il mio discorso che non vuole essere di critica per te e per la tua idea.
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#7   21 Ottobre 2007 - 12:59
 
la faccenda è molto complicata e mi lascia senza parole..questo è un vero e proprio atteggiamento da regime e non potevo mai aspettarmelo da una sinistra che si dice riformista...ma!
Credo che la tua logica non faccia una grinza e che l'idea di un sistema dfestrutturato e ancora più distribuito di quanto possa esserlo già con i network dei blog - secondo le caratteristiche che hanno oggi, dunque singolo blog connesso a più spazi con commenti disseminati ovunque - riprenda un po' la logica del peer to peer (penso a e-mule) e ad altri sistemi di bypassaggio dei cosidetti diritti di proprietà e altri concetti a mio avviso completamente esulanti dalle logiche della rete...
Ho un mio perosnal eperò...avendo studiato i blog personali ed essendo a mia volta blogger..penso che ciascuno di questi spazi abbia qualcosa - a mio avviso di irrinunciabile - del suo autore...la distribuzione su più spazi del grillo pensisrro non rsichierebbe di spersonalizzarlo? non richiederebbe un rapporto di fiducia estremo con i soggetti a cui lo inoltra? una volta inviato sarebbe in balia di modificazioni, traduzioni, tagli che ciascun autore blogger ha diritto di apportare ai SUOI post...ma che potrebbe andare al di là del volere dell'autore del contenuto...la piattaforma di grillo è anche il suo spazio personale in cui hai modo di verificare la fonte, in cui trovi un po' di lui...
Detto questo credo che anche solo a livello seprimentale sarebbe un bello schiaffo morale dal punto di vista politico e soprattutto sarebbe la prova di come las rete possa essere studiata come sistema generativo che si autorganizza in fuznione delle variazioni ecosistemiche..
am
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#8   21 Ottobre 2007 - 17:11
 
Da quel che ho capito, forse troppo poco, mi sembra astuto, ma un bel po' complicato.
Se la legge passa costringendo a laurearci tutti in giornalismo o chiudere come potremo aiutare Grillo?
Grillo farebbe prima a farsi un blog qui su splinder o simili o sbaglio?

Poi non sono un pieno sostenitore di Grillo.. ma pieno oppositore della censura.

Dubito che passerà sta legge. Altrimenti siamo messi davvero male e non perché qualcuno dovrà chiudere, ma per la situazione stessa.

In ogni caso è la riprova che i poitici hanno sempre meno cose realmente importanti da fare.

P.S. E se aprissimo i blog, che ne so, in Francia?
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#9   22 Ottobre 2007 - 14:01
 
@Lilith - Guarda, di Grillo se ne pure potrebbe parlare. Posso perfino essere d'accordo sul fatto che se nessuno è convinto che "la sua attività virtuale non valga un presunto bollo" sarebbe assai triste.
Qui, però, Grillo o meno, si parla di una legge ingiusta oltre che di un balzello idiota. Io posso pure sborsare 100Euro, ma qualcuno dovrebbe spiegarmi il perché. Questa idea di legge, guarda caso, è saltata fuori proprio nel momento in cui i politici si stanno rendendo conto che nella rete non riescono a manipolare l'informazione come vorrebbero (ma se invece sei costretto ad evere un editore che o la firma da giornalista...).

@Alemika - Le tue osservazioni mi sembrano giuste... mumble mumble.

@SorNarciso - Bah, a me non sembra poi molto complicato come sistema... certo si è più comodi così come si fa ora... (P.S. per essere iscritti all'albo dei giornalisti non serve nessuna laurea. E' necessario essere prima pubblicisti -ossia guadagnare con quel lavoro almeno 3000euro all'anno- per poi poter dare l'esame da giornalista...)

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#10   22 Ottobre 2007 - 14:05
 
..veni, vidi...uhm uhm, meditai. buona idea.non c'entra un piffero, ma tu non ti occupi di chimica eh : ) ?
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#11   22 Ottobre 2007 - 14:09
 
teniamoci pronti per la mobilitazione generale. Dobbiamo lottare con ogni mezzo per evitare che la libertà di pensiero venga messa a rischio.
utente anonimo

#12   22 Ottobre 2007 - 14:10
 
ovvio che non sia proprio il caso di sborsare 100 €. Un bollo da 1,86 €, se ne può parlare, no? Osservavo la situazione da un angolo di vista differente, constatando (da avvocato del diavolo) che qui si vuole tutto senza dare niente in cambio. Poi, i problemi di libertà e diritti, le questioni di buona/cattiva fede dei politici etc.etc. sono un altro discorso ancora. Il solito, oserei dire. E mi annoia parlare sempre delle stesse questioni, preferisco esplorarne di nuove o leggerle in maniera personale.
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#13   22 Ottobre 2007 - 14:54
 
"Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile"

Io penso una cosa. Se la repubblica democratica è l'espressione contrattuale, formale ed organizzativa con cui si attua l'accordo di mutuo sostegno dei cittadini italiani, non v'è alcun motivo per cui, aldilà degli escamotages (tema interessantissimo) attuabili per eludere la censura, io debba vedere la mia libertà dipendere dall'arbitrio di persone che in teoria sono miei dipendenti.

Insomma, esigo che la mia libertà d'espressione sia uno stato d ifatto e non la concessione di un governo che "chiude un occhio" fintanto che non dò alcun fastidio. E' il risvolto filosofico della vicenda, che io trovo insopportabile: il principio di sudditanza.
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#14   22 Ottobre 2007 - 15:12
 
assolutamente da attuare!
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#15   22 Ottobre 2007 - 15:49
 
BUONE NUOVE, Aries!
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#16   23 Ottobre 2007 - 19:14
 
E adesso i politici fanno marcia indietro...

Vabbé, meglio così.
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