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Ieri, sul blog di Beppe Grillo, è stato pubblicato un post in merito alla proposta di legge Levi-Prodi sull'editoria. Nel progetto di legge, che apparentemente si rivolge alle sole "opere editoriali" sono previsti controlli e limitazioni che andranno a toccare anche le attività dei bloggers. Ciò si verificherà in virtù di ciò che nella normativa si definisce come prodotto editoriale: informazione anche nel senso di qualunque cosa "formi" o "intrattenga" il destinatario (articolo 2 - QUI il testo di legge).Pare ovvio che questa proposta legislativa miri in primo luogo a colpire blog come quello del Sig. Grillo piuttosto che i piccoli bloggers come noi; a detta dello stesso Ministro, infatti: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile". Ma allora, secondo quali norme e criteri verrà applicata questa legge? E' ancora il ministro a rispondere: "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".
Per chi, come me, si trova a lavorare fra leggi e regolamenti, balza immediatamente all'occhio una fregatura: mentre la legge in sé e per sé non avrà immediate ricadute, l'aleatorietà del suo testo permetterà all'Autorità per le Comunicazioni di recepirla con un regolamento (recepimento che potrà avvenire con ben altre tempistiche e controlli rispetto l'iter parlamentare) che potrà strutturarsi per colpire ad hoc e di volta in volta il bersaglio di turno. Il regolamento, ad esempio, potrebbe definire soglie di intervento stabilite in base al pagerank del blog o al numero di lettori... ma, essendo un regolamento, questo potrebbe cambiare anche annualmente adattandosi alle esigenze di "censura" che sembreranno più opportune di volta in volta.
MA QUESTO NON E' UN PROBLEMA. C'E' UNA SOLUZIONE PIUTTOSTO SEMPLICE.
Il progetto di legge in questione, come ammette lo stesso ministro, non è praticabile per i siti amatoriali ed i blog personali: affronta cioé il problema con la stessa logica con cui tenterebbe di attaccare un organo d'informazione tradizionale.
E' una logica che in rete è perlomeno desueta e, lo ammetto, sono stupito che Grillo non abbia immediatamente visto in questo il tallone d'Achille della legge.
Ecco la soluzione per un blog come quello del nostro caro Beppe. Il suo Blog viene considerato "prodotto editoriale"? E sia. Ma si parla del Blog...e non del pensiero di Grillo!
Il nostro Sig. Grillo dunque, non avrebbe alcuna necessità di spostare server ecc., gli basterebbe creare un feed (come quelli dell'ansa)...
Immaginiamo cioé che ogni bloggers destini uno spazio del proprio blog ad un feed che riporti il "grillopensiero": a questo punto non esisterebbe più nessun "blog centrale" che produca editorialmente...
Sarebbe un po' come se, semplicemente, centinaia e centinaia di blog, citassero sulle proprie pagine la dichiarazione di un politico o di una personalità...nel nostro caso: Grillo.
A questo punto, lo scritto di Beppe Grillo, non sarebbe più un prodotto editoriale... perché tale "prodotto", tuttalpiù, sarebbe invece ogni singolo blog personale citante il "grillopensiero".
E allora, questa legge, cosa potrebbe mai fare?
Nulla. (Clicca su continua a leggere per capire meglio il meccanismo dal punto di vista tecnico)
Ma vediamo meglio la cosa dal punto di vista tecnico...semplificherò al massimo (non me ne vogliano gli specialisit)
Innanzitutto, cos'é un feed?
Potete capirlo nei minimi dettagli leggendo QUI su wikipedia ma, riassumendo, diremo che un feed è un sistema in grado di "aggregare" contenuti web (come ad esempio un post o un'intervento) e di distribuire automaticamente questi contenuti a più utenti.
Per esempio, se voi cliccate sul mio feed (il bottoncino "RSS 2.0" nella colonna a destra, sezione "Visitatori&Feed2) il vostro browser, automaticamente, riceverà i miei post...e la cosa può funzionare con un numero potenzialmente infinito di "abbonati" al tuo feed.
Ora, mi si potrà far notare che perché un feed funzioni, deve comunque pur esistere un contenuto web a cui fare riferimento... ma immaginiamo che il Sig. Grillo, invece di pubblicare un post, spedisca una mail con le sue opinioni a, mettiamo, 500-600 bloggers selezionati, i quali, a loro volta la riporteranno sul proprio blog come "dichiarazione" con qualche ed eventuale commento... ogni bloggers, a questo punto, potrà avere il "grillopensiero" semplicemente abbonandosi ad uno dei 500 feed disponibili...
Con questo sistema, faccio notare, la diffusione delle proprie idee, sarebbe ancora più veloce e massiccia.
Ecco un filmato Youtube che spiega i FEED




















